VIOLENZA SULLE DONNE: un dramma sociale che va combattuto e risolto
- segreteria6263
- 19 ore fa
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La violenza contro le donne è un problema sociale molto grave e diffuso in tutto il mondo. Colpisce persone di ogni età, cultura e condizione e rappresenta una violazione dei diritti umani fondamentali.
La comunità internazionale ha deciso di porre l’accento sulla questione e così, il 17 dicembre 1999, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha istituito, attraverso la Risoluzione 54/134, la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che si celebra ogni anno il 25 novembre.
Questa data non è stata scelta a caso: ricorda l’assassinio delle sorelle Mirabal, tre donne della Repubblica Dominicana che negli anni ’40 e ’50 si opposero alla dittatura del generale Rafael Trujillo. Per il loro coraggio furono torturate e uccise.
La definizione ONU di violenza contro le donne:
L'articolo 1 della dichiarazione Onu definisce: "violenza contro le donne" ogni atto di violenza fondata sul genere che provochi un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà.”
Le Leggi internazionali
Il primo trattato internazionale considerato giuridicamente vincolante 'per la prevenzione e lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica' è rappresentato dalla Convenzione di Istanbul (2011).
Essa obbliga gli Stati a prevenire e a punire ogni atto che generi:
violenza contro le donne ( sia essa fisica che psicologica) ,
violenza domestica,
maltrattamenti e abusi,
mutilazioni genitali femminili.
Riconosce la violenza sulle donne come vera e propria forma di violazione dei diritti umani e di discriminazione e prevede altresì anche la protezione dei bambini testimoni di violenza domestica.

La realtà Italiana: leggi e strumenti
- Agosto 2013: il Parlamento italiano ha fatto proprie le disposizioni previste nella Convenzione di Istambul e le ha ampliate approvando un decreto legge noto come “ Decreto sul femminicidio” nel quale sono state introdotte nuove norme specifiche contro i maltrattamenti perpetrati da coniugi o ex coniugi, pene più severe e strumenti di intervento immediato;
- Fine 2018 è stato presentato in Parlamento un disegno di legge c.d. “Codice Rosso” con il quale si è voluto aggiornare il codice penale inserendo maggiori tutele per le vittime di violenza di genere introducendo e strutturando un iter più rapido per le denunce e le indagini. Con tale decreto, tramutatosi poi in legge nel 2019 sono stati inseriti quattro nuovi reati:
la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti senza il consenso della persona rappresentata (revenge porn);
la deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti;
la costrizione o induzione al matrimonio;
la violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare.
- Gennaio 2021: il Parlamento ha adottato le misure ispirate alla Convenzione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), volte ad eliminare forme di violenza e repressione psicologica esercitata anche in ambito lavorativo.
Strumenti per contrastare la piaga del Femminicidio:
Da stime ed analisi è emerso come in Italia, ogni tre/quattro giorni una donna viene uccisa, spesso per mano di partner o ex partner.
Si tratta della forma più estrema della violenza di genere.
I tentativi del Governo di arginare questa piaga sociale sono stati rappresentati in primis dal Decreto legge n.923/2023 il quale riconosce ed introduce il reato di femminicidio e mira a:
rafforzare la protezione delle vittime di violenza attraverso misure di prevenzione;
potenziare le misure cautelari e l'anticipazione della soglia della tutela penale;
assicurare la certezza dei tempi dei procedimenti che hanno ad oggetto reati di violenza di genere o domestica.
Il testo, composto da quattordici articoli, prevede di introdurre nel Codice penale l’articolo 577-bis per inquadrare il femminicidio come reato autonomo e non come una forma di omicidio comune, regolato invece dall’articolo 575.
La legge reca una fattispecie specifica di omicidio, volta a sanzionare con la pena dell’ergastolo chiunque cagioni la morte di una donna, commettendo il fatto con atti di discriminazione o di odio verso la vittima in quanto donna, ovvero qualora il fatto di reato sia volto a reprimere l’esercizio dei diritti, delle libertà ovvero della personalità della donna.
A integrazione delle suddette problematiche il testo interviene anche in tema di:
maltrattamenti in famiglia (nuove aggravanti),
confisca obbligatoria dei beni usati per commettere il reato,
modifiche al codice di procedura penale,
tutela degli orfani di femminicidio,
relazione annuale al Parlamento sullo stato delle azioni di contrasto.
Il 25 novembre 2025 la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva la legge che introduce e definisce il reato di femminicidio come articolo autonomo del Codice Penale. Si tratta di un passaggio storico per l’Italia.
Per concludere
La violenza sulle donne non è un fatto privato, ma un grave problema sociale e culturale.
Per eliminarla è fondamentale vi sia: educazione al rispetto, prevenzione, leggi efficaci, sostegno concreto alle vittime, impegno di tutti.
Solo attraverso la collaborazione tra istituzioni, scuola, famiglie e società civile sarà possibile eliminare questa piaga e costruire un futuro basato sulla parità, sulla dignità e sulla libertà di tutte le donne.
E’ fondamentale che le vittime non si sentano sole e sappiano che ci può essere una rete di aiuti a cui rivolgersi al primo segnale di disagio.
La piena tutela dei diritti e della dignità delle donne rappresenta un dovere imprescindibile per uno Stato civile: solo attraverso un impegno costante, concreto e condiviso sarà possibile prevenire ogni forma di violenza e garantire un’autentica parità di genere.
Lo Studio Legale Restelli è da sempre attento a queste problematiche e resta a disposizione per qualsiasi altro approfondimento e supporto.
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