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VIOLENZA SULLE DONNE: un dramma sociale che va combattuto e risolto

La violenza contro le donne è un problema sociale molto grave e diffuso in tutto il mondo. Colpisce persone di ogni età, cultura e condizione e rappresenta una violazione dei diritti umani fondamentali.


La comunità internazionale ha deciso di porre l’accento sulla questione e così, il 17 dicembre 1999, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha istituito, attraverso la Risoluzione 54/134, la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che si celebra ogni anno il 25 novembre.


Questa data non è stata scelta a caso: ricorda l’assassinio delle sorelle Mirabal, tre donne della Repubblica Dominicana che negli anni ’40 e ’50 si opposero alla dittatura del generale Rafael Trujillo. Per il loro coraggio furono torturate e uccise.


La definizione ONU di violenza contro le donne:


L'articolo 1 della dichiarazione Onu definisce: "violenza contro le donne" ogni atto di violenza fondata sul genere che provochi un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà.”


Le Leggi internazionali


Il primo trattato internazionale considerato giuridicamente vincolante 'per la prevenzione e lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica' è rappresentato dalla Convenzione di Istanbul (2011).

Essa obbliga gli Stati a prevenire e a punire ogni atto che generi:


  • violenza contro le donne ( sia essa fisica che psicologica) ,

  • violenza domestica,

  • maltrattamenti e abusi,

  • mutilazioni genitali femminili.


Riconosce la violenza sulle donne come vera e propria forma di violazione dei diritti umani e di discriminazione e prevede altresì anche la protezione dei bambini testimoni di violenza domestica.


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La realtà Italiana: leggi e strumenti

- Agosto 2013: il Parlamento italiano ha fatto proprie le disposizioni previste nella Convenzione di Istambul e le ha ampliate approvando un decreto legge noto come “ Decreto sul femminicidio”  nel quale sono state introdotte nuove norme specifiche contro i maltrattamenti perpetrati da coniugi o ex coniugi, pene più severe  e strumenti di intervento immediato;

- Fine 2018 è stato presentato in Parlamento un disegno di legge c.d. “Codice Rosso” con il quale si è voluto aggiornare il codice penale inserendo maggiori tutele per le vittime di violenza di genere introducendo e strutturando un iter più rapido per le denunce e le indagini. Con tale decreto, tramutatosi poi in legge nel 2019 sono stati inseriti quattro nuovi reati:

  • la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti senza il consenso della persona rappresentata (revenge porn);

  • la deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti;

  • la costrizione o induzione al matrimonio;

  • la violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare.

- Gennaio 2021: il Parlamento ha adottato le misure ispirate alla Convenzione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), volte ad eliminare forme di violenza e repressione psicologica esercitata anche in ambito lavorativo.


Strumenti per contrastare la piaga del Femminicidio:


Da stime ed analisi è emerso come in Italia, ogni tre/quattro giorni una donna viene uccisa, spesso per mano di partner o ex partner.

Si tratta della forma più estrema della violenza di genere.


I tentativi del Governo di arginare questa piaga sociale sono stati rappresentati in primis dal Decreto legge n.923/2023 il quale riconosce ed introduce il reato di femminicidio e mira a:

  • rafforzare la protezione delle vittime di violenza attraverso misure di prevenzione;

  • potenziare le misure cautelari e l'anticipazione della soglia della tutela penale;

  • assicurare la certezza dei tempi dei procedimenti che hanno ad oggetto reati di violenza di genere o domestica. 


Il testo, composto da quattordici articoli, prevede di introdurre nel Codice penale l’articolo 577-bis per inquadrare il femminicidio come reato autonomo e non come una forma di omicidio comune, regolato invece dall’articolo 575.


La legge reca una fattispecie specifica di omicidio, volta a sanzionare con la pena dell’ergastolo chiunque cagioni la morte di una donna, commettendo il fatto con atti di discriminazione o di odio verso la vittima in quanto donna, ovvero qualora il fatto di reato sia volto a reprimere l’esercizio dei diritti, delle libertà ovvero della personalità della donna.


A integrazione delle suddette problematiche il testo interviene anche in tema di:

  • maltrattamenti in famiglia (nuove aggravanti),

  • confisca obbligatoria dei beni usati per commettere il reato,

  • modifiche al codice di procedura penale,

  • tutela degli orfani di femminicidio,

  • relazione annuale al Parlamento sullo stato delle azioni di contrasto.

Il 25 novembre 2025 la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva la legge che introduce e definisce il reato di femminicidio come articolo autonomo del Codice Penale. Si tratta di un passaggio storico per l’Italia.

Per concludere

La violenza sulle donne non è un fatto privato, ma un grave problema sociale e culturale.


Per eliminarla è fondamentale vi sia: educazione al rispetto, prevenzione, leggi efficaci, sostegno concreto alle vittime, impegno di tutti.


Solo attraverso la collaborazione tra istituzioni, scuola, famiglie e società civile sarà possibile eliminare questa piaga e costruire un futuro basato sulla parità, sulla dignità e sulla libertà di tutte le donne.


E’ fondamentale che le vittime non si sentano sole e sappiano che ci può essere una rete di aiuti a cui rivolgersi al primo segnale di disagio.


La piena tutela dei diritti e della dignità delle donne rappresenta un dovere imprescindibile per uno Stato civile: solo attraverso un impegno costante, concreto e condiviso sarà possibile prevenire ogni forma di violenza e garantire un’autentica parità di genere.

Lo Studio Legale Restelli è da sempre attento a queste problematiche e resta a disposizione per qualsiasi altro approfondimento e supporto.


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